Arnica: cos’è, usi, proprietà e controindicazioni

arnica

L’arnica montana è un’erba medicinale, appartenente alla famiglia delle Asteraceaee, che cresce in montagna. I suoi fiori, il rizoma e le radici vengono utilizzati per la preparazione di rimedi omeopatici e fitoterapici. Tra le proprietà più note dell’arnica ci sono quelle: antinfiammatorie, antidolorifiche, antireumatiche e antiecchimotiche. L’arnica, sotto forma di crema, gel, granuli omeopatici, o olio, è il rimedio perfetto per gli sportivi. Aiuta a prevenire crampi e stiramenti, in casi di traumi o dolori causati dall’allenamento, cura le infiammazioni, le distorsioni e velocizza il processo di riassorbimento dei lividi.  

L’arnica, nelle sue molteplici formulazioni, è un rimedio ottimo per la cura delle distorsioni, degli stiramenti e delle infiammazioni osteoarticolari in genere, grazie alla presenza dei flavonoidi. Non solo, l’arnica contiene anche i carotenoidi, elenalina, scopoletina, timolo e cumarine.

Arnica: che cos’è

In molti paesi l’arnica, chiamata anche margherita di montagna, è una specie protetta minacciata dalle colture intensive. Tuttavia, quando si acquistano prodotti a base di arnica è importante prestare attenzione agli ingredienti posti in etichetta, dove deve essere indicata la composizione del preparato e la quantità in percentuale dell’erba.

Le virtù e gli effetti benefici sono proprietà esclusive dell’arnica montana.

Appartenendo alla flora protetta, i quantitativi che si ottengono rendono difficile la sua produzione su scala industriale. Per questo è fondamentale leggere attentamente le indicazioni riportate in etichetta. Infatti, spesso, vengono utilizzate altre specie, come ad esempio l’Arnica Chamissonis Less, che però non ha tutte le virtù dell’Arnica Montana.

Curiosità: l’ingestione dei fiori di arnica può provocare tachicardia, allucinazioni, disturbi digestivi e portare persino alla morte. Ma fu proprio questa tossicità ad incuriosire, nei primi anni del ‘900, gli omeopati, secondo i quali il veleno diluito si trasforma in virtù!

Le virtù medicamentose dell’arnica montana, derivano dalla presenza di un complesso di flavonoidi:

  • betuletolo
  • eupafolina
  • isoquercitrina
  • luteolina-7-glucoside
  • astragalina)
  • lattonisesquiterpenici
  • carotenoidi
  • elenalina
  • olio essenziale
  • scopoletina
  • timolo
  • cumarine.

I flavonoidi sono composti naturali largamente presenti nel mondo vegetale, tra le funzioni più interessanti dobbiamo annoverare la funzione antiossidante, in grado di contrastare i radicali liberi responsabili di varie patologie connesse all’ossidazione cellulare.

arnica cos'è

Storia dell’arnica montana

Nel XVI° secolo, le virtù medicamentose di questa pianta sono state scoperte. Ma, per la prima volta ne parlò Hildegarda von Bingen (1098-1179), una monaca Benedettina che, nel suo “De arboris”, indicava l’utilizzo di questa pianta per il trattamento di contusioni ed ecchimosi.

Ma dobbiamo aspettare il 1500 perché venga citata nei testi di medicina. Fu il medico e naturalista tedesco Theodorus Jacobus Von Bergzabern che ne descrisse per primo le proprietà e le attribuì il nome attuale.

In Francia, l’arnica montana era chiamata “Tabac des Vosges”, perché utilizzata anche come tabacco da fiuto. Invece, i Cimbri “nostrani” la chiamavano “tabacco di montagna” perché sostituiva il tabacco da pipa.

Il “rimedio dei montanari”

Le sue proprietà per lungo tempo sono state appannaggio unico dei montanari che vivevano in Svizzera, in Germania o in Francia. Era considerato il rimedio per eccellenza, in grado di salvare, se sapientemente utilizzata, anche la vita. Veniva utilizzata per i traumi gravi come ferite causate da animali selvatici, fratture dovute a cadute importanti o traumi, quando accadeva che si rimaneva sommersi dalle frane.

Proprietà dell’arnica

Questa pianta è preziosa grazie alle sostanze in essa contenute, come l’olio essenziale, i flavonoidi e triterpeni e l’elenalina. Tra le proprietà che hanno reso più conosciuta l’arnica tra i rimedi naturali, senza dubbio c’è quella antinfiammatoria, non a caso viene considerato un ottimo rimedio per i disturbi legati all’apparato osteoarticolare. Questa pianta ha importanti proprietà analgesiche che la rendono indicata anche per la cura di tutte le infiammazioni cutanee, come foruncoli, punture di insetto e per le infiammazioni del cavo orale, ad esempio le afte e le gengiviti.

Nel dettaglio, l’arnica montana è molto efficace nei casi di:

  • contusioni;
  • edemi post traumatici;
  • distorsioni;
  • stiramenti muscolari;
  • reumatismi;
  • dolori dell’apparato muscolo scheletrico;
  • flebiti;
  • infiammazioni del cavo orale;
  • infiammazioni cutanee.

L’arnica, come tutte le piante medicali, viene prediletta e scelta al posto del farmaco per curare disturbi e patologie quando l’uso di un farmaco non è possibile, ad esempio viene consigliata per le persone anziane.

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Arnica, modalità d’uso

I prodotti utilizzati in fitoterapia non possono essere utilizzati per via orale perché l’arnica è una pianta cardiotossica. Per uso interno, puoi usare i prodotti omeopatici in quanto i principi attivi della pianta sono diluiti e dinamizzati. E’ importante comunque che sia sempre il medico curante a fornire indicazioni personalizzate sull’utilizzo dei rimedi omeopatici.

  • Gel, crema e ungente a base di arnica
    La formulazione in gel (creme e unguenti) è forse la formulazione più conosciuta e più usata. E’ ottima nella fase acuta del trauma, per slogature, distorsioni e stiramenti. Ottima anche per alleviare il dolore nel tratto cervicale e lombare. Da usare 2 volte al giorno sulla zona interessata. Se invece si vuole effettuare un massaggio nella zona dolorante è meglio preferire l’ungente di arnica.
  • Olio
    Ottimo per massaggi in caso di mal di schiena (soprattutto se causato da uno stiramento), per la cura degli edemi dopo la fase acuta del trauma e, per gli sportivi, per prevenire crampi e stiramenti prima dell’allenamento e/o per lenire i dolori del post allenamento.

Inoltre, con l’olio di arnica, puoi fare massaggi efficaci per contrastare i disturbi connessi al sistema circolatorio (fragilità capillare, vene varicose). Infine, viene utilizzato anche nel settore della cosmesi per la produzione di profumi, essenze ma anche preparati utili per la cura dei capelli.

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Arnica controindicazioni ed effetti collaterali

L’arnica non va ingerita in quanto cardiotossica ed epatotossica: può provocare, in caso di ingestione involontaria, nausea, vomito, gastriti, diarrea, ipotensione arteriosa, vertigini e palpitazioni.

E’ buona norma ricordare che i preparati a base di arnica devono essere applicati sulla pelle non lesa o irritata. L’uso prolungato inoltre può provocare dermatiti e formazioni di pustole, mentre il contatto diretto con la pianta può provocare reazioni allergiche come eruzioni cutanee, ulcere o vesciche.